Papa Francesco e Sansone presente….!!!

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Il Pres Sergio e Emiliano sabato 7 giugno erano a Roma per incontrare Papa Francesco nella festa dei
70 Anni di CSI.

«Non accontentatevi di un pareggio»

Piazza San Pietro è piena di giovani. La festa del Csi è qui, con Papa Francesco. Colori, canzoni, gioia. In oltre 50mila per questo incontro.
Francesco, prima ha seguito le esibizioni sportive e ha ascoltato i saluti, poi ha preso la parola. Un discorso breve, ma intenso, che è andato al cuore del motivo per cui 70 anni fa venne fondato il Csi.
“Conosco e apprezzo – ha detto il Papa – il vostro impegno e la vostra dedizione nel promuovere lo sport come esperienza educativa. Voi, giovani e adulti che vi occupate dei più piccoli, attraverso il vostro prezioso servizio siete veramente a tutti gli effetti degli educatori. E’ un motivo di giusto orgoglio, ma soprattutto è una responsabilità!”
E qui Fancesco è andato a braccio, con forza: “Lo sport è una strada educativa. Vedo tre strade: dell’educazione, dello sport, del lavoro. Occorre che ci siano posti di lavoro all’inizio della vita giovanile. Se ci sono queste tre strade non ci saranno spazzi per droga, alcol e altri vizi”.
“Non dimenticatelo – ha insistito, rivolgendosi a dirigenti, amministratori, politici -: educazione, sport e posti di lavoro!”. Ha poi invitato i ragazzi a fare sì che “lo sport rimanga un gioco”. Ma attenzione, dovete “mettervi in gioco con gli altri e con Dio; non accontentarsi di un pareggio mediocre, ma dare il meglio di sé stessi, spendendo la vita per ciò che davvero vale e che dura sempre”. Insomma, non bisogna “acccontentarsi con questa vita tiepidi, un pareggio mediocre”, ma bisogna “andare avanti cercando la vittoria sempre”.Tutto questo dicendo “no all’individualismo”. E il Papa ha ricordato che in Argentina quando ci si riferisce a quelli che non passano mai la palla si dice “questo vuole mangiarsi il pallone”. Ecco, ha proseguito: “Non mangiatevi il pallone, ma fate gioco di squadra”. Infine il richiamo al senso dell’opera sportiva, con un invito forte a un rapporto vero tra i gruppi sportivi parrocchiali e le comunità parrocchiali. “Tante delle vostre società sportive – ha osservato il Papa – sono nate e vivono all’ombra del campanile. È bello quando in parrocchia c’è il gruppo sportivo, ma dev’essere impostato bene, in modo coerente con la comunità cristiana, se no è meglio che non ci sia! Lo sport nella comunità può essere un ottimo strumento missionario, dove la Chiesa si fa vicina a ogni persona per aiutarla a diventare migliore e ad incontrare Gesù Cristo”. E una raccomandazione: “Che tutti giochino, non solo i più bravi, ma tutti, con i pregi e i limiti che ognuno ha, anzi, privilegiando i più svantaggiati, come faceva Gesù. E vi incoraggio a portare avanti il vostro impegno attraverso lo sport con i ragazzi delle periferie delle città: insieme con i palloni per giocare potete dare anche ragioni di speranza e di fiducia”.

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